iliad – Fastweb+Vodafone 1 a 0: per lo IAP la campagna con Megan Gale non viola il codice di autodisciplina

La campagna di iliad con Megan Gale non viola il Codice di Autodisciplina pubblicitaria.

Lo ha stabilito il Giurì dello IAP con la pronuncia n. 11/2026, dando ragione a Iliad Italia nella controversia aperta da Fastweb+Vodafone.

Il caso riguarda lo spot “Poche cose sono per sempre”, che ha riportato in TV Megan Gale, volto storico delle pubblicità Omnitel e Vodafone tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila (ne avevamo parlato qui).

La scelta della testimonial aveva fatto molto discutere. Secondo Fastweb+Vodafone, iliad avrebbe sfruttato la notorietà di Megan Gale e il suo legame storico con Vodafone per suggerire, anche solo indirettamente, un passaggio dei clienti verso iliad.

Per questo Fastweb+Vodafone aveva inviato una lettera all’amministratore delegato di iliad, Benedetto Levi, chiedendo la sospensione immediata della campagna su tutti i mezzi. Nella contestazione venivano citati presunti profili di concorrenza sleale, agganciamento indebito al brand e violazioni del Codice di Autodisciplina pubblicitaria.

Il Giurì dello IAP ha però respinto le accuse. Dopo aver esaminato gli atti e ascoltato le parti, ha dichiarato che le comunicazioni contestate “non sono in contrasto con il Codice di Autodisciplina”.

La decisione chiude quindi, almeno sul piano autodisciplinare, una delle vicende pubblicitarie più discusse delle ultime settimane.

Per iliad arriva una conferma importante: la campagna con Megan Gale può continuare.

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